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Backup informatico

Quanti backup bisogna conservare?

Bisogna contare due cose: il numero di copie, perché ne resti almeno una se un supporto brucia o viene cancellato, e il numero di date, per tornare a prima dell’errore. Una sola copia molto recente non risponde a nessuna delle due esigenze; la regola 3-2-1 e un mese di cronologia giornaliera coprono la maggior parte delle PMI.

Aggiornato a ottobre 20263 min di lettura6 fonti citate

In sintesi

  • 3 copie (produzione + 2 backup), su 2 supporti diversi, di cui 1 offline: è la regola dell’ANSSI (agenzia nazionale francese per la cybersicurezza) e della CNIL (autorità francese per la protezione dei dati).
  • Aggiungete una copia immutabile se la copia offline è rara o difficile da mantenere.
  • Quanto alle date: circa 30 punti giornalieri, poi alcuni punti settimanali o mensili.
  • Due dischi nello stesso NAS contano come una sola copia.
  • Il numero giusto: da quanti supporti indipendenti potete ripristinare un file di venti giorni fa?

Il numero di copie: 3-2-1, più una copia bloccata

La regola 3-2-1 resta il minimo da insegnare. L’ANSSI e la CNIL la formulano così:

  • 3 copie dei dati: l’originale e due backup.
  • 2 supporti diversi, perché uno stesso difetto non li comprometta insieme.
  • 1 copia offline, su un supporto scollegato da qualsiasi sistema informativo.

Molte presentazioni sostituiscono «offline» con «fuori sede». Entrambe sono utili e non vanno confuse: una copia fuori sede resta raggiungibile da un attaccante se è online con le stesse credenziali. L’ANSSI ammette una copia fuori sede online a determinate condizioni, ma ritiene indispensabile la copia offline, anche se meno frequente.

Con i ransomware che cifrano anche i backup raggiungibili, si aggiungono:

  • 1 copia immutabile, o offline, che l’amministratore di tutti i giorni non può cancellare;
  • 0 errori non rilevati: i job non riusciti generano un avviso e si prova un ripristino.

Due dischi nello stesso NAS contano come un unico rischio: furto, incendio, account amministratore compromesso. Lo stesso vale per due fornitori nello stesso edificio, se lo scenario considerato è l’incendio.

Il numero di date

Una copia unica, sovrascritta ogni notte, non è una cronologia. Il giorno in cui la copia notturna contiene già il file corrotto, non resta più nulla da ripristinare.

Per una PMI, una configurazione comune e sufficiente è:

  • un punto al giorno per 30 giorni;
  • un punto alla settimana per 8-12 settimane, se gli errori vengono scoperti tardi;
  • un punto al mese nell’archivio dei soli documenti da conservare.

Si tratta di circa trenta versioni giornaliere, non di trenta copie complete: i backup incrementali memorizzano solo le modifiche. Il numero di versioni si decide in base all’RPO e al tempo di rilevamento, non con un numero magico. Per riferimento, Mandiant misura per il 2025 un tempo mediano di 14 giorni tra un’intrusione e il suo rilevamento.

Riepilogo

DomandaRisposta minimaPerché
Quante copie?3 (produzione + 2 backup)Sopravvivere alla perdita di un supporto
Su quanti supporti?2 tipi diversiEvitare un difetto comune
Quante offline o immutabili?Almeno 1Resistere al furto di un account amministratore
Quante date?Circa 30 giornaliere, poi distanziateTornare a prima di un’intrusione scoperta tardi
Quanti test?Almeno uno a trimestreDimostrare che la copia si ripristina

Quando ne servono di più

  • Inserimenti continui (cassa, cartella clinica, produzione): più punti al giorno, altrimenti l’«ultimo backup» può avere fino a 24 ore di ritardo.
  • Obbligo di provare un documento datato: non si tratta di un backup in più, ma di un’archiviazione immutabile dei documenti interessati.
  • Forte rotazione dei file: la cronologia pesa di più. Si misura una settimana reale prima di fissare il volume acquistato.

Quando ce ne sono troppi

Centinaia di punti mai ripristinati, su un disco locale che chiunque può cancellare, danno solo un’impressione di sicurezza. Il criterio non è il numero mostrato nella console, ma questo: «da quanti supporti indipendenti posso ripristinare un file di venti giorni fa?» Cybermalveillance.gouv.fr, il servizio pubblico francese di assistenza contro la criminalità informatica, raccomanda di verificare regolarmente che i backup funzionino ripristinando realmente dei dati.

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Ogni backup è archiviato fuori dalla rete di produzione, cifrato e ridondato su più server. Il cliente stabilisce la conservazione entro il limite del volume. L’offerta IMMUTABILE aggiunge una copia che nessuno può modificare né cancellare per la durata scelta, fino a dieci anni. Il monitoraggio dei backup è attivo 24 ore su 24 e segnala ogni backup non riuscito. Il numero di date utili dipende quindi dal volume ordinato e dalla frequenza impostata, non da una quota nascosta di «N backup».

Domande frequenti

Trenta versioni significano trenta volte il volume?

No. Con i backup incrementali, dopo la prima copia completa vengono memorizzate solo le modifiche. Una cronologia di trenta giorni occupa spesso da due a quattro volte il volume utile, a seconda del tasso di modifica dei file.

La copia offline è davvero necessaria se ho un backup nel cloud?

L’ANSSI la ritiene indispensabile, anche se meno frequente delle altre, e la considera più robusta di una copia online. Se non potete gestire una rotazione dei supporti, una copia online immutabile, che nessuno può cancellare per un periodo stabilito, è il compromesso previsto dalla stessa guida.

Quante copie per Microsoft 365?

Vale la stessa logica: i dati in Microsoft 365, più almeno una copia fuori dal tenant, con credenziali diverse. Il cestino di Exchange Online (14 giorni per impostazione predefinita, al massimo 30) non è una copia indipendente.

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